I “Colloqui Mediterranei” (1958-1964) e il discorso di Giorgio La Pira a Cagliari (1973)

convegni

Nel corso degli anni ’50 Giorgio La Pira promosse il ruolo geopolitico dello “spazio mediterraneo” come punto nevralgico della pace mondiale. Dopo una lunga fase preparatoria e incontri con il re del Marocco Maometto V, il presidente egiziano Nasser, il leader israeliano David Ben Gurion, a partire dal 1958 organizzò a Firenze i “Colloqui Mediterranei”, finalizzati al dialogo tra i popoli e le tre grandi tradizioni religiose monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islam) affacciati sulle sponde del “Mare nostrum”. Vi parteciparono delegazioni francesi, algerine, siriane, giordane, libanesi, tunisine, e personalità politiche e della cultura come Martin Buber, Taha Hussein, Jean Amrouche, e il presidente senegalese Senghor. Una prospettiva che negli anni successivi si estese all’Africa sub-sahariana e a molti paesi che affrontavano i problemi della decolonizzazione, guardando e proponendo soluzioni a questioni internazionali che le diplomazie e le cancellerie del tempo avevano difficoltà ad affrontare e risolvere. Una prospettiva che La Pira confermò nel gennaio 1973 a Cagliari, in un famoso discorso a un convegno dell’IPALMO (Istituto per le relazioni tra Italia e i Paesi dell’Africa, America Latina e Medio Oriente), puntando sull’unità della famiglia di Abramo e della pace dei popoli del Mediterraneo, dove ancora oggi la speranza di futuro di molte persone si inabissa nel buio dei fondali, oppure si apre, confidando nelle tradizioni di umanesimo e civiltà fiorite sulle sponde di questo mare.

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