CALL- Progetto internazionale Milano-Madrid-Roma gennaio-novembre 2027 Tema: Lo Stato di Milano tra XVI e XVIII secolo: crocevia di reti, poteri, interessi

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CALL- Progetto internazionale Milano-Madrid-Roma gennaio-novembre 2027
Tema: Lo Stato di Milano tra XVI e XVIII secolo: crocevia di reti, poteri, interessi

Enti Promotori:
Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea (ISTIMEC)
Universidad Autónoma de Madrid
Università Cattolica del Sacro Cuore
prof. Antonio Álvarez Ossorio Alvariño (Universidad Autónoma di Madrid)
prof.ssa Albane Cogné (École française de Rome)
prof.ssa Cinzia Cremonini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)

PROGETTO COMUNE
Trascorsi ormai 35 anni dal Convegno “Lombardia Borromaica Lombardia spagnola” svoltosi a Pavia nel 1991 e alla luce dei significativi progressi compiuti dalla ricerca negli ultimi decenni con l’apertura di nuovi percorsi euristici e il rinnovamento degli approcci storiografici, si ritiene giunto il momento di riconsiderare temi consolidati e di promuovere una riflessione aggiornata sulle forme di governo del territorio, sulle reti sociali e clientelari, sui sistemi di patronato e sulle relazioni che collegavano lo Stato di Milano alla Monarchia spagnola e ai principali centri finanziari e di potere europei tra XVI e XVIII secolo.
Il rilievo nella politica europea che lo Stato di Milano ha avuto tra XVI e XVIII secolo si riallaccia alla sua particolare posizione geografica che ha facilitato i legami col centro Europa. L’elevazione del territorio a Ducato e la sua investitura come feudo imperiale da parte dell’imperatore Venceslao nel 1395 inaugurarono un rapporto con l’Impero caratterizzato da una subordinazione giuridica e feudale
garantendo tuttavia una sostanziale autonomia politica. Nel contesto delle Guerre d’Italia e con l’estinzione della dinastia sforzesca nel 1535, il titolo ducale e tutto lo stato tornarono sotto il diretto controllo imperiale. Il governo di Carlo V fu caratterizzato da un quadro istituzionale nel quale si intrecciarono continuità e innovazioni amministrative, trasformazioni sociali e dinamiche economiche in evoluzione. La designazione nel 1554 di Filippo II a duca di Milano e la successiva abdicazione di Carlo V nel 1556 segnarono l’integrazione dello Stato milanese entro le dinamiche del complesso sistema di governo della Monarchia degli Austrias spagnoli. Da quel momento Milano e il suo territorio divennero parte di una vasta compagine territoriale che si estendeva dalla penisola iberica a quella italiana e dai Paesi Bassi ai domini d’oltremare, assumendo una funzione strategica nei collegamenti tra i possedimenti europei della monarchia. Pur mantenendo formalmente il proprio status di feudo imperiale, lo Stato di Milano fu coinvolto nelle dinamiche politiche, militari e diplomatiche della Monarchia cattolica, offrendo alle élite locali nuove opportunità di inserimento all’interno di reti di dimensione sovraregionale ed europea. In questo contesto, i rapporti con Madrid, con la corte pontificia, con la corte e i territori imperiali, con il regno di Francia contribuirono a definire spazi di mobilità e di negoziazione attorno alla costruzione dei vari poteri. Con la Guerra di Successione spagnola, dopo un breve periodo borbonico, lo Stato di Milano fu amministrato tra 1707 e 1736 dalla corte di Vienna per mezzo del Supremo Consejo de España dando vita a nuove dinamiche tra nazioni e inediti equilibri nei territori governati dall’imperatore Carlo VI.
Il progetto si propone di offrire un bilancio aggiornato degli studi dedicati agli aspetti istituzionali, politici, economici, sociali e culturali dello Stato di Milano in età moderna, analizzandone il ruolo all’interno dello scenario europeo. L’arco cronologico considerato si estende dal 1535 quando Carlo V prese il controllo diretto dello Stato di Milano fino alla metà del Settecento.
Il progetto prevede tre appuntamenti coordinati dal prof. Antonio Álvarez Ossorio Alvariño (Universidad Autónoma di Madrid), dalla prof.ssa Cinzia Cremonini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e dalla prof.ssa Albane Cogné (École française de Rome)

1) il primo si svolgerà a Milano presso l’Università Cattolica il 18-19 febbraio 2027
2) il secondo si svolgerà a Madrid presso l’Universidad Autónoma nei giorni 15-17 giugno 2027
3) il terzo si svolgerà a Roma presso l’École Française de Rome e l’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea il 4-5 novembre 2027
Questi tre incontri, legati tra loro dalla materia comune del progetto, ma distinti per specializzazione tematica, saranno realizzati attraverso call di rilievo internazionale per raccogliere i contributi e le ricerche più innovative sull’argomento. Le proposte presentate (in lingua italiana, spagnola, francese e inglese), contenute in un massimo di 300 parole e, corredate da una breve biografia dell’autore/autrice (massimo 100 parole), dovranno essere inviate, entro il 15 ottobre 2026 indicando nel soggetto “Convegni Stato di Milano”, ai tre seguenti indirizzi:

antonio.alvarezossorio@uam.es
cinzia.cremonini@unicatt.it
dirmod@efrome.it

Gli organizzatori si riservano la possibilità di ri-orientare le proposte nell’ambito di uno dei tre incontri in programma.

TEMA SPECIFICO DEI 3 APPUNTAMENTI

PRIMO CONVEGNO
Università Cattolica del Sacro Cuore, 18-19 febbraio 2027- coordinatori prof.ssa C. Cremonini, prof. A.Álvarez Ossorio, prof.ssa A. Cogné
Titolo: “Milano, il suo territorio, l’Impero e il centro Europa (1535-1738)”

In questo primo incontro si intende fare il punto sulle ricerche più nuove o ancora in corso concernenti innanzitutto le dinamiche sociali, i patronage, le relazioni che rimasero attive o si intensificarono con le corti europee dopo la fine della dinastia sforzesca, il ritorno del titolo ducale e del territorio dello Stato di Milano nelle mani dell’Impero e il passaggio nelle mani degli Austrias spagnoli lungo tutto il periodo considerato. Si vuole inoltre indagare sul ruolo di Milano nel sistema di governo del territorio che, tra l’inizio del Cinquecento e la metà del Settecento, la città e le sue élites seppero mantenere con il complesso delle altre città dello stato e con il loro distretti (Como, Cremona, Lodi, Pavia, Vigevano, Alessandria, Tortona e Novara), mentre come è noto erano escluse Bergamo, Brescia e Crema, governate dalla Serenissima fino al 1797 e tuttavia capaci di legami economici e culturali con i territori dello Stato di Milano. Saranno anche vagliate con particolare attenzione proposte sul lungo periodo (al fine di effettuare un esame comparativo) da cui emergano elementi di continuità o innovazione presenti nell’ambito sociale ed economico, nei progetti e nelle dinamiche artistiche e culturali, nel sistema di difesa. Verranno accolte proposte riguardanti ad esempio: il governo del territorio, i legami con Madrid, Vienna e Parigi, il tema del confine e della frontiera con gli stati confinanti, i sistemi di assistenza e cura, le strategie famigliari di affermazione e distinzione, la venalità di titoli e uffici analizzata sul lungo periodo, il ruolo delle Fiandre per quanto concerne le carriere militari e quello della finanza genovese per l’affermazione della centralità delle élites dello Stato di Milano in Europa.

2° CONVEGNO
Universidad Autónoma de Madrid 15-17 giugno 2027 coordinatori: prof. A.Álvarez Ossorio, prof.ssa A. Cogné, prof.ssa C. Cremonini
Titolo: Lo Stato di Milano e la Monarchia spagnola (sec. XVI-XVIII)

Durante il Regno dei Re Cattolici lo Stato di Milano divenne uno spazio diplomatico fondamentale nel contesto della politica italiana dei sovrani spagnoli che aggiunse nuove dimensioni alle precedenti relazioni mercantili esistenti tra il territorio lombardo e le corone ispaniche. Il conflitto per l’egemonia in Europa tra il regno di Francia al tempo di Francesco I e l’Impero di Carlo V trasformò lo Stato in un ambito cruciale per la politica delle potenze europee. Tra 1527 e 1529 Carlo V esercitò un governo diretto su buona parte del territorio dello Stato di Milano che dopo il 1535, con l’estinzione della dinastia sforzesca fu amministrato direttamente dall’imperatore fino alla cessione al figlio Filippo nel 1554. Dalla metà del XVI secolo fino al 1707 lo Stato di Milano costituì una parte della monarchia spagnola, passando attraverso la Guerra di Successione a dipendere dalla corte di Carlo d’Asburgo prima a Barcellona, poi a Vienna quando fu uno dei territori italiani governati attraverso il Consejo Supremo de España e la segreteria del “despacho universal” dell’imperatore. La complessità dei legami che unirono lo Stato di Milano alla Monarchia spagnola verrà analizzata in questo seminario internazionale nel quale verranno esaminati gli aspetti politici, militari, sociali, economici, religiosi, culturali e artistici nell’arco del lungo periodo.

3° CONVEGNO
École française de Rome – Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma, 4-5 novembre 2027
Coordinatori: prof.ssa A. Cogné, prof. A.Álvarez Ossorio, prof.ssa C. Cremonini
Titolo: Lo Stato di Milano e Roma (4-5 novembre 2027)

Roma, accanto a Madrid, Vienna e Parigi, costituisce per i sudditi dello Stato di Milano dell’età moderna un altro polo di attrazione, legato alle opportunità di carriera offerte dagli apparati ecclesiastici e curiali. Sede del papato e scenario privilegiato della competizione tra le monarchie francese e asburgica, Roma fu cruciale snodo dell’attività diplomatica europea, accolse gli ambasciatori delle principali potenze cattoliche presso la corte pontificia, configurandosi come un fondamentale punto di riferimento per le élite dell’Italia spagnola. Questo terzo incontro superando una prospettiva esclusivamente centrata sulla Curia, invita a esplorare la molteplicità delle circolazioni che collegavano Roma e lo Stato di Milano, mettendo in luce le dinamiche di scambio e interazione sul piano politico, economico, finanziario o culturale in entrambe le direzioni e le connessioni con gli spazi europei ed extraeuropei. In particolare, ci proponiamo di indagare sul ruolo svolto dai sudditi dello Stato di Milano all’interno della Curia romana e delle reti diplomatiche della Chiesa, valutando le loro capacità di inserirsi nei meccanismi di governo e mediazione del mondo pontificio e analizzando le ricadute di tali posizioni sulle dinamiche interne allo Stato di Milano, sulle strategie di affermazione delle famiglie e sulla costruzione di reti clientelari e patronali.
Riceveranno particolare attenzione proposte riguardanti: il ruolo svolto dai cardinali milanesi, dagli auditori di Rota, dai nunzi e dai vertici degli ordini religiosi nel favorire l’accesso dei Lombardi ai benefici ecclesiastici, nel negoziare e difendere privilegi e nel consolidare reti di influenza; allo stesso modo sembrano importanti studi su istituzioni di rappresentanza e aggregazione (come la Confraternita dei Lombardi). La prospettiva prosopografica applicata sul lungo periodo alle epoche dei pontificati compresi tra 1559 e 1758 potrebbe infine consentire una più completa valutazione dei mutamenti nelle dinamiche clientelari delle famiglie milanesi legate alla corte di Roma.

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